Recensione Spb Wallet
Data: 16/07/2007 Autore: Nicola Lozito
Spb è certamente uno dei nomi più dinamici nel panorama delle Software House per dispositivi mobili: dopo il rilascio e la recensione della versione 1.0.0 dell’applicazione Phone Suite, i nostri riflettori sono puntati sulla versione 1.0.0 del nuovissimo portafoglio elettronico Spb Wallet. La tipologia del programma, come si evince anche dal nome, non è certo una novità assoluta: Spb Wallet è una sorta di “classico” reinterpretato dagli sviluppatori Spb che hanno voluto da una parte chiudere un piccolo vuoto nella pur fornita gamma di prodotti e dall’altra offrire una propria valida alternativa ai tanti programmi in circolazione con cui si possono custodire le informazioni sensibili da avere sempre con sé. L’applicazione è compatibile con Windows Mobile 2003 per Pocket PC, Windows Mobile 5 per Pocket PC (anche Phone Edition) e Windows Mobile 6 Classic e Professional ed è stata provata nella versione in lingua inglese. Di seguito le caratteristiche principali che ne anticipano le potenzialità:
- Criptatura AES
- Pulizia automatica dei dati temporanei in memoria
- Rappresentazione gerarchica con livelli multipli
- Gestione completa dei modelli (importazione, esportazione e condivisione)
- Oltre 60 modelli di partenza
- Possibilità di sincronizzare i dati con più dispositivi e più computer desktop
- Sincronizzazione automatica o manuale
- Integrazione con Internet Explorer
- Generatore di password
- Wizard facilitato per la migrazione dei dati da altri wallet
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Dopo la breve installazione, basta andare nei Programmi per trovare l’icona del programma installato. Sul Pocket PC sono richiesti poco meno di 4 MB, il modulo per il PC impiega invece circa 17 MB.
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L’interfaccia iniziale non vuole disorientare, o si crea un nuovo wallet o si apre uno esistente.
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Creando un nuovo wallet si inizia assegnando il nome, selezionando destinazione e cartella specifica per il salvataggio del file e toccando Salva.
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La seconda fase prevede l’inserimento della password: molto raffinato il meccanismo di misura del grado di sicurezza della stringa inserita.
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La stessa stringa di esempio di 7 caratteri con numeri e lettere miste maiuscole/minuscole viene giudicata ovviamente molto più sicura.
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Toccando Hint si può inserire un piccolo promemoria per ricordare la password, ovviamente qualcosa che solo voi dovreste capire...
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La password si può inserire con i metodi standard oppure usando una tastiera apposita a video con 3 viste diverse dei pulsanti.
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L’ultimo passaggio del breve wizard riguarda la possibilità di sincronizzare o no i dati con un PC.
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All’interno di un wallet si possono creare delle cartelle tematiche che contengono una o più schede, vere e proprie card elettroniche con i dati sensibili.
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Il programma è gestibile dal menu principale, con cui curare in primis la gerarchia di wallet, cartelle e card. Da notare il comando diretto al blocco del wallet corrente.
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Creare una scheda, una cartella o un template comporta azioni simili (nome e icona, per esempio) e non: tra le peculiarità del programma, la possibilità di inserire una nuova scheda con dei file allegati (scheda Attachments).
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Flessibili e consistenti con i software per ambiente Windows Mobile sono i comandi per la visualizzazione dei dati, raggruppati in una apposita voce del menu.
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Il motore di ricerca, utile man mano che le informazioni aumentano, evolve la ricerca carattere dopo carattere e si dimostra decisamente veloce.
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Sempre dal menu principale si può avere accesso alle opzioni, divise in quattro schede tematiche. La prima è ovviamente quella più generale.
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La seconda scheda permette di accedere alle impostazioni sulla sicurezza (temporizzazione del blocco automatico, tolleranza massima per la visualizzazione dell’aiuto per la password e apertura rapida senza conferma del wallet se l’inserimento della password è corretto).
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La scheda Clipboard permette di abilitare o disabilitare la pulizia automatica dai “residui” in memoria all’uscita dal programma.
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La quarta ed ultima scheda include impostazioni varie: si può scegliere la cartella per il salvataggio dei file, la disabilitazione per default della sincronizzazione dei nuovi wallet e della visuale con righe a colore alternato per le cartelle interne ai wallet.
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Decisamente all’altezza delle aspettative dei più esigenti, pur trattandosi di una versione 1.0, è la sezione degli strumenti extra. Completamente personalizzabile, per esempio, è l’elenco dei Template.
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Si possono creare nuovi modelli a discrezione o importarne di esistenti (file con estensioni *.swt). Potete per esempio creare un modello del tutto nuovo per riepilogare i dati delle auto aziendali circolanti. Assegnate un nome, scegliete se usare un modello di base e scegliete un’icona indicativa.
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Passando alla seconda scheda inserite i campi da ricordare (che possono essere sotto forma di testo, di password protetta, di indirizzo Web e altro ancora) e scegliete in quale ordine mostrarli.
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Nella scheda Views si può modificare l’aspetto estetico della card, intervenendo su testo sovrimpressione dei campi, colore di sfondo o immagine di background. Non solo, spostare le etichette di testo è semplice, basta trascinarle e modificare il set di caratteri è altrettanto rapido.
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I modelli vengono gestiti in un elenco unico e ogni elemento può subire le classiche operazioni di gestione che normalmente ci si aspetta (copia/taglia/incolla, modifica, cancellazione, creazione, esportazione e importazione).
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Oltre a poter modificare la password del wallet corrente, l’utente può effettuare manualmente il backup di tutti i wallet. Con un tocco di stilo si lancia direttamente l’utility dedicata a questo compito che e’ identica a tante altre con lo stesso scopo. A dire il vero ci si poteva aspettare qualcosa di più, magari un wizard rispetto alla solita e scomoda sequenza di menu a tendina.
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Sempre tra gli strumenti si trova la finestra con cui spuntare i wallet che si vogliono sincronizzare con i PC. Una cosa comoda che vede la sincronizzazione come semplice copia di file e quindi, potenzialmente, come possibile su più computer e altri PDA senza molte complicazioni.
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Di default dopo l’installazione ActiveSync sincronizza automaticamente i file spuntati sul PDA. I file vengono collocati nella cartella Spb Wallet creata dentro quella dei Documenti personali e da qui possono essere gestiti in tutta libertà (copiati, salvati, zippati, spediti per posta e altro ancora).
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Dal menu di avvio del PC si raggiunge il gruppo di collegamenti Spb Wallet: si può installare il modulo mobile un Pocket PC collegato via ActiveSync o avviare il programma vero e proprio: come si vede dall’immagine stile e impostazione si rifanno pesantemente al programma mobile.
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Dopo aver selezionato un wallet per aprirlo, all’utente viene richiesta ovviamente la password. Il funzionamento del modulo di inserimento è identico a quello sul palmare, pertanto inserendo il codice corretto l’utente non dovrà cliccare su OK ma verrà automaticamente fatto entrare nel wallet stesso.
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Nella sostanza il programma per Windows costituisce un alter-ego della versione per Pocket PC: i vantaggi sono numerosissimi, ma tra tutti è l’inserimento dei dati a trarne enorme giovamento. Creare un nuovo wallet o aprire e modificarne uno esistente non fa quindi differenza se non per la rapidità d’inserimento dei caratteri. La consistenza tra le due versioni abbassa il tempo d’apprendimento, peraltro già basso.
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Un’altra novità è la barra che si integra in Internet Explorer, la quale permette di creare direttamente le schede da sincronizzare poi sul PDA oppure sfruttare il generatore di password e altre piccole comodità. Un tool che vedremo senza dubbio sviluppare nelle prossime versioni che ha anche l’innegabile vantaggio di facilitare la creazione delle schede aumentando così la sicurezza personale.
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Utile per gli indecisi, per gli insicuri e per chi ha sempre fiducia verso la tecnologia è il modulo di generazione delle password. Sebbene sia criticabile per complessità visuale e disposizione in genere dei comandi, permette di generare password pseudocasuali in alle preferenze dell’utente sulle varie opzioni. È perfettibile in svariati punti, per esempio il comando Copy che agisce effettivamente solo se il testo in alto (perché in alto?) è selezionato.
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