Form-factor e caratteristiche costruttive
Iniziamo la nostra analisi proprio dagli aspetti più peculiari del device, cioè il suo design e la sua qualità costruttiva. La tipologia del G900 riprende il concetto di PDA ideato da HTC con una dinastia di prodotti che va dal “vecchio” Prodigy (i-Mate K-JAM/Qtek 9100) al recentissimo Kaiser (HTC TyTN II): il device con tastiera slide-out, cioè nascosta sotto il display e accessibile tramite un meccanismo a slitta.
Tutti ben sanno che simili prodotti non possono presentare spessori limitati, anche se gli ultimi modelli HTC hanno ridotto di qualche millimetro quelli dei predecessori. In questo Toshiba non è stata in grado di fare molto meglio dei concorrenti, poiché lo spessore del G900 è uguale a quello dell’HTC TyTN (21,5 mm) ed è questo forse il primo aspetto che salta all’occhio guardando e soprattutto prendendo in mano il device.
Come si diceva in precedenza, anche la dimensione in altezza non è trascurabile (119 mm), superiore di ben 7 mm rispetto al Kaiser e dovuta all’impiego del particolare e innovativo display WVGA, mentre la larghezza (61 mm) non è di molto superiore a quella dei concorrenti.
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Il design del prodotto può apparire un pò retrodatato, ma è decisamente compatto e ben curato.
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Sulla parte posteriore campeggia il guscio in plastica nera che contiene la fotocamera, forse un pò troppo vistoso. Lo sportellino che copre la batteria è saldamente ancorato alla scocca mediante ganci a scatto.
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Anche il peso è effettivamente sensibile e “si sente” in tasca , anche se 20 o 30 grammi in più rispetto ai concorrenti non sono poi moltissimi.
L’aspetto del G900 è quindi quello di un device un pò “abbondante”; si ha la sensazione che i progettisti non abbiano fatti dei grandi sforzi per ridurre le dimensioni, in specie lo spessore, che forse è l’unico dei tre ingombri che si nota maggiormente.
Questa sensazione però tende a passare in secondo piano se si osserva la cura costruttiva del prodotto. Degno del brand che porta, il G900 si presenta privo di imperfezioni di montaggio e di accoppiamento delle parti. Particolarmente curate le finiture degli sportellini che coprono la presa miniUSB, lo slot miniSD e il foro del jack auricolare. Dotati di meccanismo di chiusura a incastro, hanno giochi ridottissimi e sono perfettamente a filo con la scocca. Scocca realizzata in alluminio molto ben lavorato, dalla quale emergono unicamente il tasto fotocamera e il tasto a bilanciere della regolazione del volume. Quest’ultimo è un esempio di perfetta miniaturizzazione: la corsa è molto corta ma restituisce un ottimo feedback. Il coperchio della batteria, agganciato su tutti i lati tramite innesti a scatto, è tutt’altra cosa rispetto a quelli di cui sono dotati i concorrenti: realizzato in plastica, si accoppia perfettamente a filo con la scocca e resta saldamente ancorato ad essa senza alcun gioco, segno anche questo di una particolare cura di costruzione.
La parte superiore del device che copre la tastiera è dotata di una cornice esterna di colore nero, realizzata in materiale plastico, che al tatto appare molto robusta. La cornice interna invece è di alluminio e incornicia il display, la fotocamera VGA per le videochiamate e il gruppo tasti/D-Pad, anche questo esempio di cura nella realizzazione e nel montaggio. I tasti sono privi di giochi, hanno una giusta corsa e feedback a scatto. Gli altri tasti presenti (quello che aziona Internet Explorer, sulla cornice interna, e quello di accensione, sulla scocca, nella parte superiore) sono incassati nella loro sede e un poco difficoltosi da azionare, a causa delle loro dimensioni ridotte, anche se ciò può non considerarsi un difetto, visto che le accensioni accidentali di un PDA non sono così infrequenti.
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Sul lato sinistro sono presenti gli sportellini a scatto del jack auricolare e dello slost miniSD.
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Sulla parte destra, invece, troviamo il controllo a bilancere del volume e il pulsante fotocamera.
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Nella parte superiore è presente il solo interruttore di alimentazione/standby, unitamente al pulsante di sblocco del coperchio batteria.
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Sulla parte inferiore troviamo sulla sinistra il gancio per il laccetto da trasporto, lo sportellino che copre la presa miniUSB e l'alloggiamento dello stilo.
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Il particolare della sede batteria, sotto la quale trova posto la SIM card. Il tasto di reset è a lato destro della batteria ed è necessario rimuovere il coperchio per azionarlo. Durante la nostra prova, fortunatamente, non ne abbiamo mai avuto la necessità.
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Lo stilo è di tipo telescopico e ben realizzato, si blocca con una certa resistenza nella sua sede e non vi sono dunque rischi di smarrirlo.
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Un altro esempio di precisione progettuale sono lo stilo e la sua sede di ancoraggio. L’estrazione avviene mediante i denti ricavati sulla punta dello stilo stesso, che è di tipo telescopico. La resistenza che si incontra è sensibile, ed altrettanto lo è in fase di reinserimento. Il foro è calibrato con precisione ed il pennino sembra quasi che si incastri dentro di esso, con il risultato che rimane bloccato saldamente nella sede.
E veniamo alla parte più delicata del dispositivo: la tastiera e il suo meccanismo slide-out. In questo Toshiba ha messo in atto le esperienze della concorrenza mettendoci del proprio per quanto riguarda la precisione di funzionamento. Il meccanismo di apertura-chiusura è a scatto, richiamato da una molla a doppio effetto. Nonostante le guide di scorrimento siano in ABS e non in metallo, lo “sliding” del display è molto morbido e privo di movimenti trasversali. A device chiuso, premendo sugli angoli della cornice superiore si nota una pressoché totale assenza di movimento e gioco. Una volta aperto (il gesto può essere agevolmente compiuto con una sola mano) la tastiera si presenta molto ampia, gli spazi di contorno sono stati sfruttati bene tant’è che la fila dei tasti superiori è molto a ridosso del margine per cui premendoli il dito viene a contatto con la cornice del display. Per risparmiare spazio, a tutto vantaggio delle dimensioni dei tasti, leggermente superiori di quelle già generose dell’HTC TyTN, i tasti abbinati ai softkeys sono stati posti lateralmente, per cui è necessaria una certa abitudine per azionarli prontamente. La retroilluminazione, purtroppo molto breve, è di un gradevole colore verde chiaro e la digitazione è agevole e precisa, in virtù di una corsa ridotta e di una bombatura della superficie del tasto che indirizza bene la sua pressione.
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Aperto il device, si estrae lal tastiera, il cui layout è molto ordinato, con colorazione base verde e bianco. La pressione dei tasti è facilitata da una evidente bombatura della loro superficie.
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Come tutti i device del genere, l'apertura della tastiera comporta l'automatica rotazione dell'immagine sul display.
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Dietro al display, nella parte destra, troviamo il sensore biometrico di lettura delle imprornte digitali, il cui utilizzo è assisito da uno specifico programma denominato Fingerprint Launcher.
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Il sensore di rilevamento delle impronte digitali richiede una buona dose di esercizio, soprattutto per acquisire la sensibilità di posizionamento del dito rispetto all’area sensibile.
In alto sulla cornice si nota il LED di stato, che rispetto ad altri dispositivi ha funzionalità molto limitate: segnala lo stato di carica della batteria (verde lampeggiante) e la fase di ricarica (rosso) e null’altro.
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Non sono presenti altri indicatori, e per controllare lo stato delle connessioni (radio GPRS/UMTS, Bluetooth e Wi-Fi) occorre affidarsi alle icone presenti sul display.
Per quanto riguarda la funzionalità d’uso, l’unico tasto hardware (eventualmente riprogrammabile) presente lateralmente sullo chassis è quello della fotocamera, mentre sull’angolo superiore sinistro vi è quello di azionamento del browser, pure esso reindirizzabile. Gli altri tasti funzione sono raggruppati in basso sulla cornice. In questo Toshiba non si è prodigata un granchè e probabilmente poteva fare di meglio, anche se queste mancanze possono essere colmate con artifizi software, senza intaccare le funzionalità del dispositivo.